Cosa significa
Il prezzo di un’azione può variare bruscamente tra un prezzo di negoziazione disponibile e il successivo, senza possibilità di operare ai prezzi intermedi. Accade spesso tra la chiusura della seduta ordinaria e l’apertura successiva, ma i gap possono verificarsi anche dopo una sospensione delle contrattazioni o in condizioni di scarsa liquidità. Notizie, risultati societari ed eventi di mercato più ampi possono contribuire.
Per un ordine in attesa, il successivo prezzo disponibile potrebbe differire notevolmente da quello utilizzato per pianificare l’operazione. Per una posizione già aperta, un gap può causare una perdita superiore alla distanza dal livello di stop previsto. Il rischio di gap descrive questa incertezza: non significa che ogni gap provochi una perdita. Contano sia la direzione del movimento, sia il fatto che l’investitore detenga una posizione o abbia un ordine non ancora eseguito.
Come si calcola
Non esiste un’unica formula per misurare la probabilità o l’intero impatto finanziario di un gap futuro. Per descrivere un gap dopo che si è verificato, si usa:
Gap (%) = (primo prezzo disponibile − prezzo di riferimento) / prezzo di riferimento × 100
- Primo prezzo disponibile: il prezzo della successiva transazione rilevante, per esempio il prezzo di apertura dopo la chiusura notturna, espresso in US$ per azione.
- Prezzo di riferimento: il prezzo precedente usato per il confronto, di norma la chiusura della seduta ordinaria precedente, espresso in US$ per azione.
- Gap (%): la variazione percentuale con segno. Un risultato positivo indica un gap al rialzo; uno negativo, un gap al ribasso.
Il valore assoluto del risultato indica l’ampiezza del gap, senza considerarne la direzione. Un gap in apertura non coincide necessariamente con il prezzo di esecuzione dell’investitore: l’effettivo prezzo di esecuzione dipende dall’ordine e dalla liquidità disponibile. Inoltre, la variazione percentuale del gap, da sola, non misura la probabilità che si verifichi un gap futuro.
Esempio svolto
Si supponga che un’azione ipotetica chiuda a 100 US$ per azione. Un investitore detiene 100 azioni, del valore di 10.000 US$ alla chiusura, e ha inserito un ordine stop di vendita con prezzo stop di 95 US$.
- Prima della seduta ordinaria successiva viene diffusa una notizia. Il primo prezzo di negoziazione disponibile è 90 US$. Il gap in apertura è
(90 US$ − 100 US$) / 100 US$ × 100 = −10%. - A 90 US$, il valore della posizione è 9.000 US$, ossia 1.000 US$ in meno rispetto al valore alla chiusura. È una variazione di valore a titolo esemplificativo, non necessariamente una perdita realizzata.
- Un normale ordine stop di vendita diventa un ordine al meglio quando si attiva la condizione di stop. Se viene eseguito a 90 US$, il ricavato è 9.000 US$, al lordo delle commissioni. Sono 500 US$ in meno rispetto ai 9.500 US$ che si otterrebbero vendendo 100 azioni al prezzo stop di 95 US$.
L’esecuzione a 90 US$ è un’ipotesi a fini illustrativi, non una garanzia sul prezzo di apertura. In base alle regole del broker per l’attivazione dello stop e alle condizioni di mercato, l’ordine potrebbe essere eseguito a un altro prezzo oppure restare ineseguito. Un ordine stop-limit può fissare un limite al prezzo accettabile, ma potrebbe non essere eseguito affatto.
Perché è importante prima di operare
Un controllo pre-trade può distinguere il prezzo pianificato per un ordine da quello effettivamente disponibile dopo un gap. Può anche individuare se un ordine è esposto a una chiusura notturna, a un annuncio programmato o a una possibile sospensione delle contrattazioni. Questi controlli non consentono di stabilire il prezzo di apertura dell’azione.
La dimensione della posizione incide sull’esposizione in valore assoluto: lo stesso gap per azione produce una variazione in dollari maggiore su un numero più elevato di azioni. Contano anche lo spread, la profondità del mercato e i volumi, perché il prezzo quotato in apertura potrebbe non essere disponibile per l’intero ordine. La volatilità storica giornaliera e il value at risk a un giorno possono fornire un contesto, ma nessuno dei due garantisce un limite alle perdite da gap, soprattutto in occasione di eventi eccezionali.
Come lo utilizza PreTrAIde
I metodi quantitativi dichiarati da PreTrAIde non includono una probabilità o un punteggio specifico per il rischio di gap. Prima dell’invio dell’ordine, la sua analisi pre-trade valuta il paniere azionario proposto usando, tra le altre, misure di volatilità giornaliera, spread stimato, impatto di mercato, liquidità e value at risk a un giorno con livello di confidenza del 95%. Le notizie recenti rientrano tra gli input del suo livello di intelligenza artificiale.
Il paniere e ogni singola posizione ricevono un verdetto GO, NO-GO o MODIFY, corredato da motivazioni e da una strategia di esecuzione suggerita. Questi risultati sono un supporto alle decisioni: non prevedono un gap e non garantiscono che un ordine venga eseguito a un prezzo prescelto. PreTrAIde non inserisce ordini; gli utenti operano tramite i propri broker.
Errori comuni
- Considerare il prezzo stop come un prezzo di vendita garantito: dopo un gap, un ordine stop al meglio può essere eseguito a un prezzo inferiore al prezzo stop.
- Confondere il prezzo di apertura con ogni prezzo di esecuzione: volumi disponibili, tipo di ordine e tempistica influenzano l’esecuzione.
- Pensare che un ordine limite elimini il rischio di gap: limita il prezzo di esecuzione consentito, ma potrebbe non essere eseguito.
- Usare la volatilità ordinaria come misura della perdita massima: un gap eccezionale può superare una stima di volatilità usuale.
- Considerare ogni gap una perdita: l’impatto dipende dalla direzione del gap e dalla posizione o dall’ordine interessato.