Significato
I prezzi passati di un titolo possono essere convertiti in una serie di rendimenti; la volatilità storica riassume quanto questi rendimenti hanno oscillato. Misura l’entità dei movimenti passati, non la loro direzione. Un titolo che è salito e sceso bruscamente può avere una volatilità storica più elevata di uno i cui rendimenti sono rimasti prossimi a zero.
Verifica sempre il periodo di misurazione e la frequenza. La volatilità giornaliera descrive la variazione dei rendimenti giornalieri. La volatilità annualizzata riporta una stima giornaliera a una scala annua, per consentire un confronto sull’arco di un anno di negoziazione; non significa che il titolo si muoverà di quella percentuale in un anno. La volatilità storica descrive un campione osservato: non è una previsione né una perdita massima possibile.
Come si calcola
Un metodo comune usa la deviazione standard campionaria dei rendimenti semplici giornalieri:
r_t = (P_t / P_(t−1)) − 1; r̄ = (Σ r_t) / n; σ_daily = √[Σ(r_t − r̄)² / (n − 1)]; σ_annualized = σ_daily × √252
P_tè il prezzo di chiusura rettificato del giornot;P_(t−1)è il prezzo di chiusura rettificato del giorno precedente. I prezzi rettificati aiutano a tenere conto di operazioni societarie come frazionamenti e dividendi.r_tè il rendimento semplice del giorno, espresso in forma decimale;r̄è la media dei rendimenti giornalieri del campione.nè il numero di rendimenti giornalieri, non il numero di prezzi. La somma comprende tutti glinrendimenti en − 1è il denominatore della varianza campionaria; servono almeno due rendimenti.σ_dailyè la volatilità storica giornaliera eσ_annualizedè il valore annualizzato. Per esprimerle in percentuale, moltiplica entrambi i valori per 100. Il fattore 252 è una stima approssimativa del numero di giorni di negoziazione in un anno; la riscalatura basata sulla radice quadrata del tempo è una convenzione, le cui ipotesi potrebbero non essere valide nella pratica.
Altri stimatori usano informazioni aggiuntive: Parkinson considera i massimi e i minimi intraday, mentre Yang–Zhang incorpora i movimenti overnight e intraday. La stima dipende dal metodo, dai dati e dalla finestra temporale considerata.
Esempio svolto
Supponiamo che un titolo ipotetico abbia cinque prezzi di chiusura rettificati: 100 USD, 110 USD, 110 USD, 99 USD e 99 USD. Si ottengono quattro rendimenti semplici giornalieri:
- 110 USD / 100 USD − 1 = 10%.
- 110 USD / 110 USD − 1 = 0%.
- 99 USD / 110 USD − 1 = −10%.
- 99 USD / 99 USD − 1 = 0%.
Il rendimento medio è 0%. Usando i rendimenti in forma decimale, la somma degli scarti quadratici rispetto alla media è 0,10² + 0² + (−0,10)² + 0² = 0,02. Dividi per 4 − 1 = 3 ed estrai la radice quadrata: σ_daily = √(0,02 / 3) ≈ 0,08165, cioè 8,16% al giorno di negoziazione. L’annualizzazione meccanica dà 8,16% × √252 ≈ 129,6%. Quattro osservazioni sono decisamente troppo poche per ottenere una stima stabile: l’esempio illustra soltanto il calcolo.
Perché è importante prima di negoziare
La volatilità storica aiuta a valutare la dimensione di una posizione proposta e le sue possibili oscillazioni giornaliere. A parità di controvalore, una stima più elevata della volatilità giornaliera implica in genere una stima del rischio basata sulla volatilità più alta, a parità di altre condizioni. Può inoltre contribuire ai controlli pre-trade sulle condizioni di esecuzione: per un titolo soggetto a forti movimenti di prezzo, i costi possono essere meno prevedibili tra il momento in cui si decide di effettuare un’operazione e quello in cui viene eseguita.
Non comprende tutti i rischi. I rendimenti possono registrare gap in occasione di notizie, la liquidità degli scambi può ridursi e il periodo successivo può discostarsi nettamente da quello del campione. Oltre alla volatilità, contano quindi anche lo spread denaro-lettera, l’impatto sul mercato e la dimensione della posizione.
Come la usa PreTrAIde
PreTrAIde esegue analisi pre-trade su un paniere di titoli creato dall’utente prima che venga inviato qualsiasi ordine. Il suo livello quantitativo stima la volatilità giornaliera combinando diversi stimatori: Parkinson, close-to-close, Yang–Zhang e un modello GARCH(1,1) semplificato. Calcola anche il value at risk (VaR) a 1 giorno con livello di confidenza del 95% e produce punteggi di volatilità per ciascun titolo e per il paniere. I verdetti GO, NO-GO o MODIFY sono strumenti di supporto alle decisioni, non raccomandazioni di investimento. Gli utenti effettuano autonomamente eventuali operazioni tramite il proprio broker.
Errori comuni
- Confondere valori giornalieri e annualizzati: un dato annualizzato non indica un movimento giornaliero né un intervallo garantito per l’anno.
- Considerare la stima una previsione: un campione passato non consente di determinare la volatilità futura né di escludere perdite estreme.
- Ignorare la metodologia: finestre temporali, definizioni dei rendimenti, rettifiche dei prezzi e stimatori diversi possono produrre risultati differenti.
- Equiparare la volatilità ai costi di negoziazione: la volatilità misura la dispersione dei rendimenti; lo spread denaro-lettera e l’impatto sul mercato descrivono altri aspetti dell’esecuzione.