Rischio e volatilità

Volatilità

La volatilità misura quanto variano i rendimenti di un’attività finanziaria in un determinato periodo, solitamente espressa come deviazione standard dei rendimenti.

Calcola: Calcolatore del Value at Risk (VaR) per una posizione azionaria →

Cosa significa

Un’azione può subire forti oscillazioni anche quando la sua direzione di lungo periodo non è chiara. La volatilità descrive l’ampiezza e la variabilità di queste oscillazioni, non indica se il prezzo salirà o scenderà. Nell’analisi azionaria, si riferisce di norma alla deviazione standard dei rendimenti su un periodo specificato. Può essere espressa su base giornaliera oppure convertita in un dato annualizzato: l’orizzonte temporale è importante quando si confrontano i valori.

La volatilità storica si calcola a partire dai prezzi osservati. Quella implicita si ricava dai prezzi delle opzioni e riflette le ipotesi incorporate in tali prezzi. Nessuna delle due è una promessa sui movimenti futuri. La stima dipende inoltre dai prezzi osservati, dal criterio di calcolo dei rendimenti, dal periodo di riferimento e dal metodo utilizzato.

Come si calcola

Un metodo comune consiste nel calcolare la deviazione standard campionaria dei rendimenti semplici giornalieri:

r_t = (P_t / P_(t-1)) - 1; r_bar = (sum of r_t) / n; sigma_daily = sqrt[sum of (r_t - r_bar)^2 / (n - 1)]

  • P_t è il prezzo dell’azione nel giorno di negoziazione t; P_(t-1) è il prezzo del giorno di negoziazione precedente. Usa una serie di prezzi coerente, rettificata per le operazioni sul capitale quando opportuno.
  • r_t è il rendimento semplice del giorno, espresso in forma decimale; r_bar è la media aritmetica dei rendimenti giornalieri osservati.
  • n è il numero di rendimenti giornalieri, almeno due. Dividere per n - 1 consente di ottenere la deviazione standard campionaria.
  • sigma_daily è la volatilità giornaliera, espressa come rendimento per giornata di negoziazione. Moltiplicandone il valore decimale per 100, si ottiene la percentuale.

Per ottenere una stima annualizzata approssimativa, si usa sigma_annual ≈ sigma_daily × sqrt(252), dove 252 è il numero convenzionale di giorni di negoziazione in un anno. Questa conversione basata sulla radice quadrata del tempo presuppone che i rendimenti siano sufficientemente indipendenti e che la volatilità sia ragionevolmente stabile; può essere fuorviante se tali ipotesi non reggono. Altri metodi utilizzano massimi e minimi infragiornalieri, prezzi di apertura o modelli di volatilità variabile, anziché basarsi soltanto sui prezzi di chiusura giornalieri.

Esempio svolto

Supponiamo che un’azione ipotetica abbia cinque prezzi di chiusura consecutivi: 100 USD, 110 USD, 110 USD, 99 USD e 99 USD. Ne risultano quattro rendimenti semplici giornalieri: +10%, 0%, −10% e 0%. Il rendimento medio aritmetico è 0%.

  1. Eleviamo al quadrato la differenza tra ciascun rendimento e la media: 0.10² + 0² + (-0.10)² + 0² = 0.02.
  2. Dividiamo per n - 1 = 3: la varianza campionaria è 0.02 / 3 ≈ 0.006667.
  3. Calcoliamo la radice quadrata: la volatilità giornaliera è sqrt(0.006667) ≈ 0.08165, pari a circa 8,16% per giornata di negoziazione.
  4. Applicando la convenzione di annualizzazione facoltativa, otteniamo 8,16% × sqrt(252) ≈ 129,6% su base annualizzata. È una conversione di scala, non un rendimento annuo previsto né una previsione del prezzo a cui sarà scambiata l’azione.

L’esempio è volutamente breve e caratterizzato da movimenti estremi, così da rendere visibili i calcoli. Per una stima pratica servono un periodo di osservazione definito con chiarezza e dati di qualità adeguata.

Perché è importante prima di negoziare

La volatilità aiuta a descrivere l’ampiezza delle variazioni di prezzo che un ordine potrebbe incontrare mentre attende di essere eseguito. Un’azione volatile può muoversi in modo significativo tra il momento della decisione e quello dell’esecuzione, aumentando l’incertezza sul prezzo finale. La volatilità può inoltre contribuire a misure di rischio come il value at risk (VaR) e alle stime dei costi di negoziazione, ma da sola non misura la liquidità né lo spread denaro-lettera (bid-ask spread).

Un controllo pre-trade dovrebbe mantenere coerente l’orizzonte temporale: una stima giornaliera si riferisce a una scala diversa da quella annualizzata. Dovrebbe inoltre considerare se eventi recenti o gap di prezzo rendono una stima basata sui dati passati meno rappresentativa. La deviazione standard riassume la dispersione tipica; non stabilisce una perdita massima e non coglie ogni evento estremo.

Come la usa PreTrAIde

PreTrAIde effettua un’analisi pre-trade su un paniere azionario creato dall’utente, prima che questi inserisca qualsiasi ordine. Il suo livello quantitativo deterministico stima la volatilità giornaliera combinando gli stimatori di Parkinson, close-to-close e Yang-Zhang con un modello GARCH(1,1) semplificato. Calcola inoltre il VaR a 1 giorno con livello di confidenza del 95% e assegna punteggi di volatilità da 0 a 100 a ogni azione e al paniere.

Queste stime concorrono all’analisi insieme ad altre misure quantitative, notizie e giudizi degli analisti. PreTrAIde restituisce un verdetto GO, NO-GO o MODIFY, corredato di motivazioni, valutazione del rischio e strategia di esecuzione suggerita. Si tratta di strumenti di supporto alle decisioni, non di raccomandazioni o garanzie; gli utenti inseriscono eventuali ordini autonomamente tramite il proprio broker.

Errori comuni

  • Confondere la volatilità con la direzione: un valore elevato non indica se il prossimo movimento sarà al rialzo o al ribasso.
  • Mescolare orizzonti temporali: le percentuali giornaliere e annualizzate non sono direttamente confrontabili senza una conversione e le relative ipotesi.
  • Interpretarla come un limite alle perdite: i movimenti possono superare una stima basata sulla deviazione standard, soprattutto in presenza di gap o eventi insoliti.
  • Ignorare il metodo: periodi di osservazione e stimatori diversi possono produrre valori diversi per la stessa azione.
  • Confondere la volatilità con la liquidità: forti movimenti di prezzo e difficoltà nell’eseguire un ordine possono essere collegati in alcune circostanze, ma sono concetti distinti.

Domande frequenti

Una volatilità elevata è positiva o negativa per un’azione?

La volatilità misura la dispersione dei rendimenti, non la qualità dell’investimento né la sua direzione. Una volatilità più elevata indica che, con il metodo e nel periodo considerati, si sono verificati più spesso movimenti di prezzo ampi.

Qual è la differenza tra volatilità giornaliera e annualizzata?

La volatilità giornaliera misura la variabilità dei rendimenti su base giornaliera. Quella annualizzata si stima comunemente moltiplicando la volatilità giornaliera per la radice quadrata di 252, sulla base di ipotesi sul comportamento dei rendimenti nel tempo.

La volatilità può prevedere la perdita massima che potrei subire?

No. La volatilità misura la dispersione, non pone un limite alle perdite: movimenti eccezionalmente ampi e gap overnight possono superare quanto suggerito da un valore basato sulla deviazione standard.

Termini correlati

Rischio e volatilità

stimatore di volatilità di Parkinson stimatore di volatilità Yang-Zhang Modello GARCH Expected shortfall (CVaR) Deviazione standard Beta Alfa Drawdown Tutti i termini del glossario →

Verifica la tua prossima operazione prima di eseguirla

Crea un paniere, esegui un’analisi pre-trade e ottieni un verdetto GO, NO-GO o MODIFY, con i relativi costi, liquidità e rischi.

Inizia la prova gratuita Prova gli strumenti gratuiti

Contenuti a scopo educativo, non consulenza finanziaria. PreTrAIde è un software di analisi, non un broker: non esegue mai ordini e i suoi verdetti supportano le decisioni, ma non sono raccomandazioni di acquisto o vendita.