Rischio e volatilità

Alfa

L’alfa è la differenza tra il rendimento realizzato da un investimento e quello previsto da un modello di riferimento corretto per il rischio, solitamente espressa in punti percentuali.

Cosa significa

Un’azione o un portafoglio può sovraperformare un indice di mercato semplicemente perché assume un rischio di mercato maggiore. L’alfa indica quanta parte del rendimento realizzato resta inspiegata dopo aver tenuto conto del rischio secondo un modello specifico. Si valuta di norma su un periodo storico definito e non è conoscibile in anticipo.

Nel Capital Asset Pricing Model (CAPM), un modello a un solo fattore, l’alfa confronta il rendimento realizzato con quello implicito nel tasso privo di rischio, nel rendimento del mercato e nel beta dell’investimento. Un risultato positivo indica che il rendimento realizzato ha superato la previsione del modello; un risultato negativo indica che è stato inferiore. Nessuno dei due dimostra abilità né permette di prevedere i risultati futuri. L’alfa dipende dal benchmark scelto, dal modello di rischio, dal periodo di misurazione e dai dati sui rendimenti.

Come si calcola

Per un singolo periodo di misurazione, il calcolo basato sul CAPM è:

Alfa = R_i − [R_f + β_i × (R_m − R_f)]

  • Alfa: rendimento realizzato meno rendimento previsto dal modello, in punti percentuali per il periodo.
  • R_i: rendimento realizzato dall’investimento nel periodo, in percentuale.
  • R_f: rendimento privo di rischio per lo stesso periodo, in percentuale.
  • β_i: beta dell’investimento rispetto al benchmark di mercato scelto; è adimensionale.
  • R_m: rendimento realizzato dal benchmark di mercato nello stesso periodo, in percentuale.

I rendimenti devono riferirsi a periodi corrispondenti e seguire criteri coerenti. Per esempio, è opportuno confrontare i rendimenti totali, inclusi i dividendi ove applicabile, anziché il solo rendimento di prezzo di un’azione con il rendimento totale di un indice. Anche il beta deve essere stimato rispetto al benchmark dichiarato. In una regressione, l’alfa di Jensen (Jensen’s alpha) viene comunemente stimata come intercetta della regressione dei rendimenti in eccesso dell’investimento sui rendimenti in eccesso del benchmark; questa stima potrebbe non coincidere con un calcolo basato su un beta stimato separatamente e sui rendimenti complessivi del periodo.

Esempio pratico

Supponiamo, a titolo ipotetico, che un portafoglio abbia registrato un rendimento del 12% in un anno, che il rendimento privo di rischio sia stato del 2%, che il benchmark di mercato scelto abbia reso l’8% e che il beta stimato del portafoglio sia 1,25.

  1. Calcola il rendimento in eccesso del mercato: 8% − 2% = 6 punti percentuali.
  2. Correggilo per il beta: 1,25 × 6 = 7,5 punti percentuali.
  3. Aggiungi il rendimento privo di rischio: 2% + 7,5% = 9,5%, il rendimento previsto dal modello.
  4. Sottrai tale previsione dal rendimento realizzato dal portafoglio: 12% − 9,5% = +2,5 punti percentuali di alfa.

Il risultato descrive questo periodo ipotetico secondo il modello specifico. Se il rendimento del portafoglio del 12% non include i costi di negoziazione, anche l’alfa calcolato non ne tiene conto.

Perché è importante prima di negoziare

L’alfa viene spesso usato per valutare una strategia dopo averne osservato i rendimenti. Prima di un’operazione, una stima di alfa atteso resta soltanto una stima, sensibile alle ipotesi e agli errori del modello. L’alfa storico può dipendere dal caso, da un’esposizione al rischio variata nel tempo o da un benchmark inadeguato, anziché da un vantaggio replicabile.

I costi di esecuzione possono ridurre il rendimento disponibile per l’investitore. Lo spread denaro-lettera, l’impatto sul mercato e gli altri costi di transazione sono quindi rilevanti per valutare se un’operazione proposta sia coerente con le ipotesi dell’investitore. L’alfa è una misura del rendimento: non descrive la liquidità di un ordine, la probabilità di esecuzione né la volatilità dei prezzi nel breve termine.

Come lo usa PreTrAIde

PreTrAIde non indica tra le funzionalità dichiarate il calcolo o la previsione dell’alfa. La sua analisi pre-negoziazione valuta invece un paniere azionario proposto prima che l’utente inserisca un ordine. Stima fattori quali spread, impatto sul mercato e volatilità, quindi restituisce un verdetto GO, NO-GO o MODIFY, insieme a una probabilità di successo stimata dal modello, una valutazione del rischio, una strategia di esecuzione suggerita e una spiegazione in linguaggio semplice. Questi risultati sono un supporto alle decisioni, non una stima dell’alfa, una previsione dei rendimenti o una raccomandazione d’investimento.

Errori comuni

  • Definire “alfa” qualsiasi rendimento superiore a un indice. La semplice differenza rispetto a un indice non corregge il beta né specifica un modello di rischio.
  • Mescolare periodi o criteri di calcolo diversi. Rendimenti annuali e mensili, oppure rendimenti di prezzo e rendimenti totali, non si possono combinare direttamente nella formula.
  • Considerare l’alfa storico positivo una prova di abilità. Un campione breve, la scelta del benchmark o il rumore statistico possono modificare il risultato.
  • Ignorare i costi di esecuzione. Un calcolo basato sui rendimenti lordi può sovrastimare quanto resta dopo spread, impatto sul mercato e altri costi.
  • Confondere alfa e beta. Il beta misura la sensibilità ai movimenti del benchmark; l’alfa è il rendimento che il modello specificato non riesce a spiegare.

Domande frequenti

Cosa significa un alfa positivo?

Significa che, nel periodo misurato, il rendimento realizzato ha superato quello previsto dal modello corretto per il rischio specificato. Non dimostra che il divario si manterrà nel tempo.

Qual è la differenza tra alfa e beta?

Il beta misura la sensibilità ai movimenti di un benchmark di mercato scelto. L’alfa misura lo scarto tra il rendimento realizzato e quello previsto da un modello specifico dopo aver tenuto conto del beta.

Si può conoscere l’alfa di un’azione prima di negoziarla?

È possibile stimare l’alfa atteso, ma per calcolare l’alfa realizzato servono rendimenti che non si sono ancora verificati. La stima dipende dal benchmark, dal modello di rischio e dalle ipotesi adottate; non garantisce un rendimento.

Domande frequenti

Cosa significa un alfa positivo?

Significa che, nel periodo misurato, il rendimento realizzato ha superato quello previsto dal modello corretto per il rischio specificato. Non dimostra che il divario si manterrà nel tempo.

Qual è la differenza tra alfa e beta?

Il beta misura la sensibilità ai movimenti di un benchmark di mercato scelto. L’alfa misura lo scarto tra il rendimento realizzato e quello previsto da un modello specifico dopo aver tenuto conto del beta.

Si può conoscere l’alfa di un’azione prima di negoziarla?

È possibile stimare l’alfa atteso, ma per calcolare l’alfa realizzato servono rendimenti che non si sono ancora verificati. La stima dipende dal benchmark, dal modello di rischio e dalle ipotesi adottate; non garantisce un rendimento.

Termini correlati

Rischio e volatilità

Volatilità Volatilità storica Volatilità implicita Volatilità annualizzata Volatilità giornaliera stimatore di volatilità di Parkinson stimatore di volatilità Yang-Zhang Modello GARCH Tutti i termini del glossario →

Verifica la tua prossima operazione prima di eseguirla

Crea un paniere, esegui un’analisi pre-trade e ottieni un verdetto GO, NO-GO o MODIFY, con i relativi costi, liquidità e rischi.

Inizia la prova gratuita Prova gli strumenti gratuiti

Contenuti a scopo educativo, non consulenza finanziaria. PreTrAIde è un software di analisi, non un broker: non esegue mai ordini e i suoi verdetti supportano le decisioni, ma non sono raccomandazioni di acquisto o vendita.