Rischio e volatilità

Dimensionamento a frazione fissa della posizione

Il dimensionamento a frazione fissa della posizione è un metodo che fissa la perdita prevista per ogni operazione a una percentuale costante del patrimonio corrente del conto e calcola il numero di azioni in base alla perdita consentita per azione.

Calcola: Calcolatore della dimensione della posizione azionaria →

Che cosa significa

Il dimensionamento a frazione fissa della posizione parte dalla quota del patrimonio del conto che l’investitore è disposto a rischiare su un’operazione, espressa in percentuale. Poiché la percentuale resta fissa mentre il patrimonio cambia, l’importo a rischio in euro o dollari aumenta o diminuisce insieme al conto. Il numero di azioni dipende quindi dal prezzo d’ingresso previsto e dal prezzo al quale la posizione verrebbe chiusa se l’operazione andasse male.

Questa è una regola di dimensionamento, non una previsione dell’esito dell’operazione. La perdita calcolata è un importo previsto: la chiusura effettiva può avvenire a un prezzo diverso e i costi di negoziazione possono aumentare la perdita.

Come si calcola

Per una posizione azionaria con un prezzo di uscita definito, la formula di base è Azioni = floor((Patrimonio del conto × Frazione di rischio) ÷ |Prezzo d’ingresso − Prezzo di uscita previsto|).

  • Azioni è il numero intero di azioni; floor arrotonda per difetto all’unità intera più vicina.
  • Patrimonio del conto è il valore corrente del conto, espresso in USD.
  • Frazione di rischio è la percentuale di patrimonio scelta, espressa come numero decimale: l’1% è 0,01.
  • Prezzo d’ingresso e prezzo di uscita previsto sono espressi in USD per azione. La differenza assoluta tra i due rappresenta la perdita prevista per azione, al netto dei costi.

Una formula più completa tiene conto dei costi stimati: Azioni = floor((Patrimonio del conto × Frazione di rischio) ÷ (Perdita prevista per azione + Costi stimati di entrata e uscita per azione)). I costi per azione devono essere espressi nelle stesse unità, USD/azione, della differenza di prezzo. Se l’investitore non riesce a definire un prezzo di uscita previsto significativo, questa formula basata sulla perdita non può fornire un numero di azioni significativo.

Esempio svolto

Supponiamo, a titolo puramente ipotetico, che un conto abbia un patrimonio di 20.000 USD e che la frazione di rischio scelta sia l’1% per operazione. Il prezzo d’ingresso ipotizzato di un’azione è 50 USD, con uscita prevista a 48 USD.

  1. Calcolare l’importo a rischio previsto: 20.000 USD × 0,01 = 200 USD.
  2. Calcolare la perdita prevista per azione: 50 USD − 48 USD = 2 USD.
  3. Dividere e arrotondare per difetto: 200 USD ÷ 2 USD = 100 azioni intere.
  4. Verificare il controvalore dell’acquisto: 100 × 50 USD = 5.000 USD, al netto dei costi. La perdita prevista in base ai prezzi è 100 × 2 USD = 200 USD, anch’essa al netto dei costi.

Se il patrimonio fosse invece pari a 18.000 USD, a parità di prezzi e frazione di rischio, l’importo a rischio sarebbe 180 USD e il calcolo darebbe 90 azioni. La percentuale resta invariata, mentre cambia il numero di azioni. Nessuno dei due calcoli garantisce che l’uscita avvenga a 48 USD.

Perché è importante prima di negoziare

Il numero di azioni determina sia il capitale impegnato sia la perdita associata a un determinato movimento avverso del prezzo. Verificarlo prima di inserire un ordine rende esplicita la percentuale di rischio scelta dall’investitore, invece di lasciare che sia un numero di azioni scelto per comodità a determinare il rischio.

È comunque necessario verificare separatamente il capitale disponibile: il numero di azioni calcolato, moltiplicato per il prezzo d’ingresso previsto, può superare la liquidità disponibile o comportare una leva indesiderata. Applicare la stessa percentuale separatamente a più posizioni non limita la perdita complessiva, soprattutto se le posizioni tendono a muoversi nella stessa direzione. Anche la liquidità, gli spread, l’impatto sul mercato e un eventuale gap di prezzo possono rendere l’uscita effettiva più costosa di quanto ipotizzato nel calcolo.

Come lo usa PreTrAIde

Le informazioni sul prodotto non indicano che PreTrAIde applichi una regola di dimensionamento a frazione fissa o scelga una frazione di rischio per gli utenti. Il calcolatore gratuito delle dimensioni della posizione può aiutare a verificarne il dimensionamento. Per un paniere creato dall’utente, con lato, quantità e condizioni di esecuzione per ciascun titolo, PreTrAIde fornisce un’analisi pre-negoziazione prima dell’inserimento dell’ordine. L’analisi comprende valutazioni del rischio e dell’esecuzione, punteggi quantitativi di liquidità e volatilità e misure della concentrazione del portafoglio. I verdetti GO, NO-GO o MODIFY sono strumenti di supporto alle decisioni, non raccomandazioni; gli utenti inseriscono autonomamente gli ordini tramite il proprio intermediario.

Errori comuni

  • Considerare il rischio previsto come una perdita massima. Uno stop o un altro livello di uscita pianificato può essere eseguito a un prezzo peggiore, in particolare dopo un gap.
  • Ignorare i costi. Spread, impatto sul mercato e altri oneri applicabili riducono il margine disponibile rispetto all’importo a rischio.
  • Confondere la frazione di rischio con il peso della posizione. Rischiare l’1% del patrimonio non significa investire solo l’1% del patrimonio; nell’esempio, prima dei costi, è impegnato il 25% del patrimonio del conto.
  • Trascurare l’esposizione complessiva. Più posizioni dimensionate con la stessa frazione di rischio per operazione possono concentrare il rischio del portafoglio.

Domande frequenti

Come si calcola il numero di azioni con il dimensionamento a frazione fissa?

Moltiplica il patrimonio corrente del conto per la frazione di rischio scelta, poi dividi il risultato per la perdita prevista per azione, sommata ai costi stimati per azione. Arrotonda per difetto a un numero di azioni negoziabile e verifica il capitale necessario.

Rischiare l’1% per operazione significa investire l’1% del conto?

No. L’1% si riferisce alla perdita monetaria prevista, non al controvalore dell’acquisto; l’importo investito dipende anche dalla distanza tra il prezzo d’ingresso e quello di uscita previsto.

Uno stop-loss garantisce la perdita calcolata con la formula?

No. Uno stop può essere eseguito a un prezzo diverso e un gap di prezzo, lo spread o l’impatto sul mercato possono far sì che la perdita effettiva superi quella prevista.

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