Cosa significa
Un indice azionario ampio può subire una flessione significativa senza entrare in quella che viene comunemente definita fase ribassista (bear market). Per correzione di mercato si intende di solito un calo di almeno il 10% ma inferiore al 20% rispetto a un recente massimo. Questa convenzione si applica generalmente a un indice, come l’S&P 500, e non a tutti i titoli che lo compongono. È un’etichetta descrittiva, non una previsione di ciò che accadrà in seguito.
Il massimo di riferimento, la serie dei prezzi e la data di misurazione sono importanti. Le notizie finanziarie si basano comunemente sui livelli di chiusura degli indici, mentre un massimo e un minimo intraday possono dare una percentuale diversa. Il calo di un singolo titolo può essere definito correzione del titolo, ma da solo non basta a stabilire che il mercato nel suo complesso sia in correzione.
Come si calcola
Usa lo stesso indice e lo stesso tipo di rilevazione del prezzo per entrambi i valori:
Flessione (%) = (Livello massimo − Livello corrente) / Livello massimo × 100
- Livello massimo: il livello dell’indice al recente massimo selezionato, espresso in punti indice.
- Livello corrente: il successivo livello dell’indice con cui viene effettuato il confronto, anch’esso espresso in punti indice.
- Flessione (%): la percentuale di calo rispetto a quel massimo; le unità in punti indice si semplificano.
Un risultato pari o superiore al 10% e inferiore al 20% soddisfa la soglia comunemente usata per definire una correzione. La formula non stabilisce quanto indietro cercare il massimo: nel confronto, quindi, è opportuno indicare il massimo scelto e specificare se si tratta di valori di chiusura o intraday. Se l’indice raggiunge successivamente un nuovo massimo, quel livello diventa il riferimento per misurare un eventuale calo successivo.
Esempio svolto
Supponiamo che un indice ipotetico chiuda a un recente massimo di 5.000 punti e, in seguito, a 4.400 punti.
- Sottrai la chiusura successiva dal massimo: 5.000 − 4.400 = 600 punti.
- Dividi per il massimo: 600 / 5.000 = 0,12.
- Moltiplica per 100: 0,12 × 100 = 12%.
Un calo del 12% calcolato sui livelli di chiusura rientra nella definizione comunemente adottata di correzione. Se, invece, lo stesso indice chiudesse a 4.000 punti, il calo sarebbe del 20%: secondo la convenzione più diffusa, si entrerebbe nell’area del bear market, anziché in una correzione inferiore al 20%. Queste etichette descrivono l’entità di un movimento passato, non la sua causa, durata o evoluzione futura.
Perché è importante prima di un’operazione
Un calo generalizzato del mercato può modificare le condizioni in cui viene inserito un ordine su un singolo titolo. Le oscillazioni dei prezzi possono ampliarsi, gli spread possono variare e l’impatto di mercato atteso di un ordine può essere diverso rispetto a fasi più tranquille. Nessuno di questi effetti, tuttavia, deriva automaticamente dal superamento della soglia del 10%: contano anche la liquidità e la volatilità del titolo, la dimensione dell’ordine e le condizioni di esecuzione.
Nelle verifiche pre-trade, è utile distinguere il calo dell’indice dal rischio di una specifica posizione. Un indice può trovarsi in territorio di correzione mentre un titolo registra una variazione percentuale diversa. Anche l’esposizione di un paniere può essere distribuita in modo disomogeneo tra settori e Paesi. Confrontare l’ordine proposto con i volumi giornalieri e verificare i pesi delle posizioni fornisce indicazioni più specifiche della sola etichetta «correzione».
Come la utilizza PreTrAIde
Gli input quantitativi dichiarati di PreTrAIde non includono un indicatore di correzione di mercato, e i suoi verdetti non vanno interpretati come una previsione dell’inizio o della fine di una correzione. La sua analisi pre-trade valuta invece un paniere azionario proposto prima dell’inserimento dell’ordine. Stima, tra gli altri fattori, lo spread denaro-lettera (bid-ask spread), la partecipazione ai volumi giornalieri, l’impatto di mercato, la volatilità giornaliera, il Value at Risk a un giorno con livello di confidenza del 95%, la liquidità e la concentrazione del paniere.
PreTrAIde restituisce un verdetto GO, NO-GO o MODIFY per ciascuna riga e per il paniere, insieme a una probabilità di successo stimata dal modello, una valutazione del rischio, una strategia di esecuzione suggerita e una spiegazione in linguaggio semplice. Questi risultati sono un supporto alle decisioni, non raccomandazioni di investimento; l’eventuale operazione viene effettuata dall’utente tramite il proprio intermediario.
Errori comuni
- Interpretare il 10% come una previsione: la soglia classifica un calo osservato; non indica se i prezzi si riprenderanno o scenderanno ancora.
- Mescolare livelli intraday e di chiusura: usare un massimo intraday e confrontarlo con un livello di chiusura successivo può modificare il risultato e rendere fuorvianti i confronti.
- Confondere un indice con un titolo: il calo del 12% di un’azione non significa che il mercato nel suo complesso sia in correzione.
- Presumere che le condizioni di esecuzione siano uniformi: l’etichetta «correzione» non indica lo spread, la liquidità o il probabile impatto di uno specifico ordine.
- Ignorare il massimo di riferimento: date diverse per il massimo possono produrre percentuali di calo diverse a parità di livello corrente dell’indice.