Significato
La recessione indica un indebolimento prolungato dell’economia che interessa più attività, non semplicemente una flessione del mercato azionario. Occupazione, reddito corretto per l’inflazione, produzione industriale e vendite aiutano a capire se la contrazione è diffusa. Una recessione può iniziare prima di essere identificata ufficialmente: i dati economici vengono pubblicati con ritardo e possono essere rivisti in seguito.
Spesso si usa come criterio indicativo la diminuzione del prodotto interno lordo (PIL) reale per due trimestri consecutivi. Non è una definizione universale né un test automatico: l’attività economica può contrarsi in modo diffuso senza seguire questo andamento, e due trimestri negativi da soli non dimostrano quanto sia estesa la debolezza. Un mercato ribassista, invece, descrive un calo dei prezzi delle attività finanziarie, non necessariamente una recessione.
Come si calcola
La recessione si valuta sulla base di diversi indicatori, non con una formula universale. Per verificare il criterio indicativo dei due trimestri di calo del PIL, si calcola la variazione del PIL reale di ciascun trimestre:
Crescita trimestrale del PIL reale (%) = [(PIL reale del trimestre corrente / PIL reale del trimestre precedente) - 1] × 100
- PIL reale del trimestre corrente: valore dei beni e servizi prodotti nel trimestre, corretto per l’inflazione e espresso in unità monetarie.
- PIL reale del trimestre precedente: valore comparabile, corretto per l’inflazione, del trimestre precedente e nella stessa unità monetaria.
- Crescita trimestrale del PIL reale: variazione percentuale da un trimestre al successivo. La formula restituisce un tasso trimestrale su trimestre, non un tasso annualizzato.
Due risultati negativi consecutivi soddisfano il criterio indicativo, ma per valutare una recessione occorre considerare anche ampiezza, intensità e durata della debolezza economica. I criteri per identificare le recessioni variano da un Paese all’altro.
Esempio svolto
Supponiamo che un’economia ipotetica registri un PIL reale di 1.000 miliardi di USD nel primo trimestre, 990 miliardi di USD nel secondo e 980 miliardi di USD nel terzo. Sono cifre illustrative, corrette per l’inflazione, non dati economici effettivi.
- Crescita del secondo trimestre:
[(990 / 1.000) - 1] × 100 = -1,0%. - Crescita del terzo trimestre:
[(980 / 990) - 1] × 100 ≈ -1,01%. - Entrambe le variazioni trimestrali sono negative, quindi l’esempio soddisfa il criterio indicativo dei due trimestri.
Questo risultato, da solo, non basta a stabilire se l’economia sia in recessione. Una valutazione più completa, per esempio, verificherebbe anche se occupazione, reddito reale, produzione e vendite mostrano un calo prolungato e diffuso. Un dato sul PIL può essere rivisto e modificare la sequenza apparente.
Perché conta prima di fare trading
La debolezza economica può incidere sui ricavi di un’impresa, sulle attese sugli utili e sull’accesso ai finanziamenti. Può inoltre modificare le condizioni di negoziazione: notizie improvvise o revisioni dei dati economici possono coincidere con maggiore volatilità, spread denaro-lettera più ampi o minore liquidità. Gli effetti variano in base all’impresa e al mercato; la definizione di recessione non permette di prevedere il prezzo di un determinato titolo né i costi di esecuzione.
Prima di inserire un ordine azionario, è utile distinguere esposizione economica e rischio di esecuzione. Un’impresa può essere interessata da variazioni della domanda, mentre l’ordine comporta costi legati a spread, impatto sul mercato e tempistica. Un controllo pre-trade può esaminare dimensione e condizioni dell’ordine insieme al rischio di operare durante notizie economiche incerte, senza trattare un’etichetta macroeconomica come un segnale automatico di trading.
Come lo utilizza PreTrAIde
Le informazioni disponibili sul prodotto non indicano che PreTrAIde diagnostichi le recessioni o utilizzi un indicatore ufficiale di recessione. La Pre-trade analysis valuta un paniere azionario creato dall’utente prima dell’inserimento di un ordine. Restituisce un verdetto GO, NO-GO o MODIFY per il paniere e per ciascuna posizione, con una probabilità di successo stimata dal modello, una valutazione del rischio, una strategia di esecuzione suggerita e una spiegazione in linguaggio semplice.
Il livello quantitativo stima, tra le altre metriche, spread, partecipazione ai volumi giornalieri, impatto sul mercato, volatilità giornaliera e Value at Risk a un giorno al 95%. Analizza inoltre la composizione del paniere per Paese e settore. Questi controlli possono offrire un contesto sull’esecuzione e sull’esposizione durante una fase di contrazione economica, ma non determinano se sia in corso una recessione. I verdetti sono strumenti di supporto alle decisioni, non raccomandazioni; gli utenti effettuano eventuali operazioni tramite il proprio broker.
Errori comuni
- Considerare universale la regola dei due trimestri di calo del PIL. È un criterio indicativo utile, ma non l’unico modo per valutare una recessione.
- Confondere una recessione con un mercato ribassista. La prima riguarda l’attività economica; il secondo i prezzi di mercato.
- Supporre che tutti i titoli reagiscano allo stesso modo. Solidità finanziaria delle imprese, esposizione settoriale e liquidità di negoziazione variano.
- Considerare definitivo un dato economico appena pubblicato. Le cifre del PIL possono essere riviste e altri indicatori possono raccontare una storia diversa.