Cosa significa
L’inflazione descrive l’aumento dei prezzi di un ampio paniere di beni e servizi nel tempo. Quando i prezzi salgono, in genere un euro compra meno di prima. L’aumento del prezzo di un singolo prodotto non significa necessariamente che l’inflazione generale sia aumentata.
L’inflazione viene solitamente espressa come variazione percentuale di un indice dei prezzi in un determinato periodo. In Italia, l’indice dei prezzi al consumo (IPC) è una misura comunemente utilizzata. Un tasso d’inflazione positivo indica che l’indice è aumentato; un tasso positivo più basso significa che i prezzi continuano a salire, ma più lentamente. Questo fenomeno si chiama disinflazione. La deflazione indica una diminuzione del livello generale dei prezzi.
Come si calcola
Per un indice dei prezzi, il tasso d’inflazione in un determinato periodo è:
Tasso d’inflazione (%) = [(Indice a fine periodo − Indice a inizio periodo) / Indice a inizio periodo] × 100
- Indice a fine periodo è il valore dell’indice alla data successiva, espresso in punti indice.
- Indice a inizio periodo è il valore dell’indice alla data precedente, anch’esso espresso in punti indice.
- Tasso d’inflazione è la variazione percentuale tra le due date. I punti indice si semplificano nel calcolo.
Il periodo considerato determina il significato del risultato. Confrontare un mese con il mese precedente dà un tasso mensile; confrontarlo con lo stesso mese dell’anno precedente dà un tasso a 12 mesi. Un indice misura i prezzi di un paniere specifico, quindi indici diversi possono produrre tassi diversi. La formula, da sola, non indica quanto siano cambiate le spese di una specifica famiglia.
Esempio svolto
Supponiamo, a titolo puramente ipotetico, che un indice dei prezzi sia pari a 200 punti a gennaio di un anno e a 210 punti a gennaio dell’anno successivo:
- Calcolare la variazione:
210 − 200 = 10punti indice. - Dividere per il valore iniziale:
10 / 200 = 0,05. - Convertire in percentuale:
0,05 × 100 = 5%.
Il tasso d’inflazione ipotetico a 12 mesi è 5%. Ciò significa che i prezzi rappresentati dall’indice sono aumentati del 5% nell’arco dell’anno; non significa che ogni prodotto sia rincarato del 5%.
Per capire l’importanza del potere d’acquisto, immaginiamo che un investitore avesse 1.000 € all’inizio dell’anno e non avesse maturato interessi. Se le sue spese seguissero lo stesso indice, a fine anno lo stesso paniere costerebbe 1.050 €. I 1.000 € non sarebbero più sufficienti per acquistarlo. Questo esempio non considera imposte, rendimenti degli investimenti né le differenze tra il paniere dell’indice e gli acquisti effettivi di una persona.
Perché conta prima di fare trading
I dati sull’inflazione possono influenzare le aspettative sui tassi d’interesse, i costi delle aziende, la spesa dei consumatori e il valore dei flussi di cassa futuri. Questi effetti variano in base all’azienda e alle circostanze: un’impresa può dover sostenere costi più elevati per i fattori produttivi, ma anche modificare i prezzi di vendita. La pubblicazione dei dati sull’inflazione può inoltre essere un evento di mercato programmato, perciò il momento in cui viene inserito un ordine può essere rilevante per un controllo pre-trade.
L’inflazione distingue inoltre gli importi nominali, espressi in euro correnti, da quelli reali, corretti per le variazioni del potere d’acquisto. Un dato d’inflazione alto o basso, da solo, non determina l’andamento futuro di un’azione.
Come la usa PreTrAIde
Le informazioni sul prodotto PreTrAIde non specificano una misura dell’inflazione né un dato sull’inflazione utilizzato dal modello. L’analisi pre-trade valuta invece un paniere azionario creato dall’utente prima dell’inserimento di un ordine, utilizzando stime basate sui dati di mercato e altri input dichiarati per valutare fattori quali liquidità, volatilità ed esecuzione. Un controllo pre-trade può quindi aiutare a inquadrare il rischio di esecuzione in prossimità della pubblicazione dei dati sull’inflazione, ma il verdetto è un supporto decisionale, non una previsione dei dati né una raccomandazione.
Errori comuni
- Confondere il rallentamento dell’inflazione con la diminuzione dei prezzi: passare da un’inflazione del 5% al 3% significa che il livello dei prezzi misurato continua a salire.
- Considerare un singolo prodotto rappresentativo dell’intera economia: la variazione del prezzo del carburante può essere diversa da quella di un ampio indice dei prezzi.
- Confondere periodi diversi: la variazione mensile di un indice e quella a 12 mesi rispondono a domande diverse.
- Equiparare l’inflazione al rendimento di un’azione: l’inflazione misura un indice dei prezzi, non la performance di un titolo.