Cosa significa
Il dato mensile sull’occupazione rileva le variazioni dei posti di lavoro negli Stati Uniti presso la maggior parte delle imprese non agricole e delle amministrazioni pubbliche. È elaborato sulla base dell’indagine sulle imprese del Bureau of Labor Statistics (BLS). Il dato principale indica di norma la variazione del numero totale di occupati non agricoli da un mese all’altro, non il numero complessivo di posti di lavoro.
La misura conteggia i posti di lavoro, non le singole persone: chi ha due impieghi retribuiti che rientrano nei criteri può essere conteggiato due volte. Sono esclusi i lavoratori agricoli, i dipendenti domestici, i lavoratori autonomi e i familiari non retribuiti. Il rapporto mensile sull’occupazione comprende anche altri indicatori, come il tasso di disoccupazione, che però deriva da un’indagine distinta sulle famiglie. Perciò le due indagini possono restituire indicazioni diverse senza che ciò implichi un errore di calcolo.
Come si calcola
Il BLS stima l’occupazione sulla base dei dati forniti dai datori di lavoro e applica correzioni che tengono conto, tra l’altro, dei fattori stagionali e delle imprese che entrano o escono dal campione dell’indagine. La variazione mensile comunemente citata si può esprimere così:
Variazione mensile dell’occupazione (posti di lavoro) = occupazione non agricola destagionalizzata del mese corrente (posti di lavoro) − occupazione non agricola destagionalizzata del mese precedente (posti di lavoro)
- Occupazione non agricola destagionalizzata del mese corrente: il numero stimato di posti di lavoro che rientrano nei criteri nel mese di riferimento, al netto degli effetti stagionali.
- Occupazione non agricola destagionalizzata del mese precedente: la stima comparabile relativa al mese precedente. Le stime già pubblicate possono essere riviste.
- Variazione mensile dell’occupazione: è espressa in posti di lavoro. Un valore positivo indica un aumento dei posti di lavoro retribuiti stimati rispetto al mese precedente; un valore negativo indica una diminuzione.
La destagionalizzazione mira a eliminare gli effetti ricorrenti del calendario, così da rendere più significativi i confronti tra mesi. Non elimina ogni margine d’incertezza della stima.
Esempio svolto
Supponiamo, a titolo puramente ipotetico, che la stima destagionalizzata sia di 160.000.000 posti di lavoro in un mese e di 160.200.000 posti di lavoro nel mese successivo.
- Si parte dalla stima più recente: 160.200.000 posti di lavoro.
- Si sottrae la stima precedente: 160.200.000 − 160.000.000.
- La variazione mensile pubblicata è pari a +200.000 posti di lavoro.
Supponiamo ora che la stima del mese precedente venga successivamente rivista a 160.050.000, mentre quella più recente resti pari a 160.200.000. Sulla base di questi valori, la variazione diventa +150.000 posti di lavoro. La differenza mostra perché il dato principale può cambiare dopo la prima pubblicazione. Questi numeri sono ipotetici e non corrispondono a un rapporto effettivo sull’occupazione.
Perché conta prima di fare trading
La pubblicazione dei dati sull’occupazione può modificare le aspettative sulla crescita economica, sull’inflazione e sui tassi d’interesse. Se i nuovi dati differiscono dalle attese del mercato, i prezzi azionari e le condizioni di negoziazione possono cambiare rapidamente. La direzione e l’entità della reazione non sono predeterminate: gli investitori possono valutare la crescita dell’occupazione insieme ai salari, alla disoccupazione, alle revisioni e ad altri dati.
Prima di inserire un ordine in prossimità di una pubblicazione programmata, un controllo pre-trade può considerare il rischio legato all’evento, oltre alle normali condizioni di esecuzione. Lo spread denaro-lettera quotato può ampliarsi, la liquidità disponibile può variare e un ordine al meglio può essere eseguito a un prezzo diverso dall’ultimo osservato. Un ordine con limite fissa un vincolo di prezzo, ma potrebbe non essere eseguito. Si tratta di possibili scenari, non di una previsione sulla reazione a una specifica pubblicazione o su un determinato titolo.
Come lo utilizza PreTrAIde
Tra gli input dichiarati di PreTrAIde figurano i dati di mercato di fine giornata, le notizie recenti per ticker e i giudizi degli analisti; non è indicato un input specifico dedicato ai dati sull’occupazione non agricola né una regola per le relative pubblicazioni. L’analisi pre-trade di PreTrAIde valuta un paniere di titoli creato dall’utente prima dell’inserimento di un ordine e considera, tra gli altri fattori, lo spread stimato, la partecipazione ai volumi giornalieri, l’impatto sul mercato e la volatilità. Queste stime possono aiutare a valutare le condizioni di esecuzione, ma non vanno interpretate come una previsione della reazione dei titoli ai dati sull’occupazione.
PreTrAIde restituisce un verdetto GO, NO-GO o MODIFY, corredato da motivazioni. Il verdetto è un supporto alle decisioni, non una raccomandazione; l’utente inserisce eventuali ordini tramite il proprio broker.
Errori comuni
- Confondere i posti di lavoro con le persone. L’occupazione rilevata può conteggiare più impieghi idonei svolti dalla stessa persona.
- Considerare il dato principale come l’intero rapporto. Salari, tasso di disoccupazione e revisioni forniscono informazioni complementari.
- Ignorare revisioni e destagionalizzazione. La prima stima non è necessariamente definitiva e i dati mensili grezzi non sono direttamente confrontabili con le variazioni destagionalizzate.
- Dare per scontata una reazione prevedibile del mercato azionario. La sola variazione, positiva o negativa, dell’occupazione non determina l’andamento di un titolo, di un settore o di un indice.