Cosa significa
La curva dei rendimenti mette in relazione i tassi di finanziamento e le scadenze dei titoli. Sull’asse orizzontale sono indicate le scadenze, ad esempio a due e dieci anni; su quello verticale i rendimenti annualizzati, generalmente espressi in percentuale. Un esempio spesso citato è quello dei titoli del Tesoro statunitense, ma si possono costruire curve anche per altri emittenti o mercati. Per un confronto significativo, i titoli dovrebbero presentare un rischio di credito e criteri di calcolo del rendimento sostanzialmente comparabili.
La curva è crescente quando i rendimenti delle scadenze più lunghe sono superiori a quelli delle scadenze più brevi. È piatta quando i rendimenti sono simili e invertita quando quelli delle scadenze più brevi sono più alti. Queste definizioni si riferiscono alle scadenze messe a confronto: la curva può assumere forme diverse nei vari tratti. È una fotografia del momento, non un percorso che i tassi d’interesse futuri sono destinati a seguire.
Come si calcola
La curva dei rendimenti si costruisce riportando su un grafico i rendimenti osservati di titoli comparabili con diverse scadenze. Non esiste un’unica formula che ne calcoli l’intera forma. Un modo per riassumere una parte della curva è lo spread tra il rendimento a 10 anni e quello a 2 anni:
Spread dei rendimenti (punti percentuali) = rendimento a 10 anni (%) − rendimento a 2 anni (%)
- Rendimento a 10 anni: il rendimento annualizzato, espresso in percentuale, del titolo o benchmark con scadenza a 10 anni.
- Rendimento a 2 anni: il rendimento annualizzato corrispondente, espresso in percentuale, del titolo o benchmark con scadenza a 2 anni.
- Spread dei rendimenti: la differenza in punti percentuali, non in percentuale. Per esprimerla in punti base, moltiplica il risultato in punti percentuali per 100; un punto percentuale equivale a 100 punti base.
I confronti tra rendimenti dipendono anche dalle modalità di quotazione e dall’orario in cui vengono rilevati i dati. Uno spread confronta due punti della curva: non comprende tutte le scadenze né spiega perché i rendimenti siano diversi.
Esempio svolto
Supponiamo, a titolo puramente ipotetico, che benchmark comparabili del Tesoro statunitense presentino questi rendimenti annualizzati, rilevati nello stesso momento:
| Scadenza | Rendimento |
|---|---|
| 2 anni | 4,0% |
| 5 anni | 3,8% |
| 10 anni | 3,5% |
- Riporta le scadenze sull’asse orizzontale e i rendimenti su quello verticale, quindi traccia i tre punti.
- Calcola lo spread tra 10 e 2 anni:
3,5% − 4,0% = −0,5 punti percentuali. - Converti il risultato:
−0,5 × 100 = −50 punti base.
Il rendimento a 10 anni è inferiore a quello a 2 anni, quindi questo tratto della curva è invertito. L’esempio non indica come si muoveranno i rendimenti, i prezzi azionari o l’economia. Il rendimento di un’obbligazione è un tasso annualizzato: lo spread negativo non corrisponde a una perdita dello 0,5% su un’operazione azionaria o obbligazionaria.
Perché è importante prima di investire
La curva dei rendimenti aiuta a inquadrare le condizioni dei tassi d’interesse, che possono incidere sulle valutazioni azionarie e sui costi di finanziamento. Per esempio, le variazioni dei rendimenti a lungo termine possono influire sui tassi di sconto impiegati nelle valutazioni, mentre i tassi a breve possono incidere sui costi di finanziamento. L’impatto su una specifica società dipende dai flussi di cassa, dall’indebitamento e da altri fattori: la curva da sola non permette di determinare il valore equo di un’azione.
L’inversione della curva viene talvolta associata al rischio di recessione, ma non indica quando si verificherà una recessione, né costituisce un segnale affidabile per una singola operazione azionaria. Prima di inserire un ordine, distingui questo quadro macroeconomico generale dagli aspetti pratici di esecuzione, come lo spread denaro-lettera del titolo, la liquidità e il potenziale impatto sul mercato. Una visione macroeconomica non determina se un ordine verrà eseguito al prezzo atteso.
Come la utilizza PreTrAIde
Le informazioni pubblicate sul prodotto PreTrAIde non indicano che la piattaforma raccolga dati sulla curva dei rendimenti o li utilizzi come input. La sua analisi pre-trade valuta invece un paniere azionario proposto prima dell’inserimento dell’ordine. Il livello quantitativo stima fattori tra cui lo spread denaro-lettera, la partecipazione ai volumi giornalieri, l’impatto sul mercato e la volatilità giornaliera; l’analisi restituisce un verdetto GO, NO-GO o MODIFY, corredato da una spiegazione. Questi verdetti sono un supporto alle decisioni, non raccomandazioni, e non vanno interpretati come previsioni sull’andamento della curva dei rendimenti. Gli utenti inseriscono eventuali ordini autonomamente tramite il proprio intermediario.
Errori comuni
- Trattare la curva come una previsione dei prezzi azionari. Descrive i rendimenti in un dato momento, non il prezzo futuro di una specifica azione.
- Confondere le unità di misura. Un passaggio dal 3,5% al 4,0% equivale a 0,5 punti percentuali, ovvero 50 punti base, non a una variazione relativa dello 0,5%.
- Confrontare titoli non omogenei. Differenze nel rischio di credito o nei criteri di calcolo del rendimento possono rendere fuorviante il confronto tra scadenze.
- Supporre che un solo spread descriva l’intera curva. Lo spread tra 10 e 2 anni, da solo, non dice nulla sulla forma della curva tra queste scadenze o oltre di esse.